26 Ottobre 2021
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2 marzo 1508 le truppe serenissime guidate da Bartolomeo d’Alviano sbaragliano gli imperiali

Ecco quanto scrive Ettore Beggiato in “La Lega di Cambrai e la Serenissima“:

Bartolomeo d’Alviano, nominato governatore generale dalla Serenissima riceve l’ordine imperativo dal Senato di riconquistare il Cadore e decide di prendere alle spalle i nemici attraversando la Val Zoldana e superando forcella Cibiana a oltre 1.500 metri. Qui trova una bufera di neve e deve perdere un giorno per spalarla e liberare la via che porta in Cadore; lo scontro avviene il giorno 2 marzo sul fiume Rusecco, all’altezza di Tai e le truppe asburgiche guidate da Sisto von Trautson vengono massacrate.

L’esercito veneto conquista Trieste, Fiume, Pisino

Alla fine della battaglia, secondo Matteo Palatini, uno dei comandanti cadorini che parteciparono alla battaglia,  si contano 1734 morti nelle fila degli Imperiali (compreso il comandante von Trautson) e solo 12 in quelle serenissime. Forse il comandante è fin troppo benevolo nei suoi conteggi, di sicuro se ne salvarono ben pochi che furono rincorsi fino alla Mauria e a Pontebba;  l’esercito veneto dilagò in pianura conquistando Pordenone, Gorizia, Trieste, Fiume, Pisino e Postumia.

PER APPROFONDIRE La fulminante controffensiva della Veneta Repubblica a Padova

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E’ la massima espansione dello Stato da Terra, come ci ricorda il prof. Gullino.

E il d’Alviano stesso dopo questa battaglia a scrivere una lettera al doge con accenti drammatici, come quando ricorda di aver caricato le sue truppe  dicendo loro “non combatendo, se perdeva lo honore e la vita” e che lui stesso, affrontò lo scontro decisivo dicendo a se stesso che “non voleva più vivere, se non vinceva”. Vincere o morire, non c’era via d’uscita…

Massimiliano d’Asburgo costretto a chiedere la pace

A Bartolomeo d’Alviano la Serenissima riconoscente assegnò in signoria la città di Pordenone.

Il 6 giugno Massimiliano accetta le pesanti condizioni della Serenissima  e si arriva alla pace di Santa Maria delle Grazie presso Arco (Trento).”

Marco Dal Bon

Nell’immagine Cibiana (Bl) – Particolare del murale di W. Pregnolato “La vecia e l’Alviano”. Secondo la leggenda Bartolomeo d’Alviano avrebbe dormito a Cibiana la notte prima della battaglia.

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