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Schieson Trevisan: l’Almanacco Veneto. Esce ogni anno, da tre secoli…

Lo «Schieson Trevisan» è un almanacco pubblicato annualmente nel territorio di Treviso, al centro della Venetia. Contiene informazioni su feste locali, fiere, mercati, ricorrenze ecclesiastiche, fasi lunari, agricoltura tradizionale e astrologia.

Compilato per la prima volta nel 1717, è rimasto in pubblicazione continua per oltre tre secoli. La sua longevità lo colloca tra i più antichi almanacchi europei pubblicati senza interruzioni, superando persino celebri omologhi come il «Barbanera» di Foligno.

Il significato dello «Schieson» va ben oltre le applicazioni pratiche: è diventato una pietra angolare culturale che incarna lo spirito veneto. Attraverso osservazioni argute, proverbi tradizionali e immagini vivide, funge da ponte tra passato e presente, tra mondo rurale e urbano, tra locale e globale — unendo i Veneti oltre i confini poiché apprezzato anche dalle comunità venete nel Sud America.

In questo articolo ne raccontiamo la storia come una delle tante tradizioni venete viventi.

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L’edizione 2025 dello Schieson Trevisan

Origini dello Schieson

Le radici dello «Schieson Trevisan» risalgono al 1717, nel villaggio di Casacorba, vicino a Treviso.

L’almanacco nacque all’ombra di un grande albero di Celtis australis, localmente chiamato «s-ciesón» o «bagolaro». Questo albero, che svettava davanti alla chiesa del villaggio, era un naturale luogo di ritrovo per la comunità, un’abitudine ancestrale che si riscontra anche tra i Veneti Primi. Sotto la sua ampia chioma ombrosa, gli abitanti scambiavano pettegolezzi, discutevano problemi e parlavano di questioni agricole.

Fu qui che un parroco, ispirato dalla vita quotidiana e dalle conversazioni dei suoi parrocchiani e riconoscendone il valore, decise di conservarle e valorizzarle compilando la prima edizione di quello che sarebbe diventato uno degli almanacchi più duraturi d’Europa.

Questa prima versione, nota come «Schieson de Casacorba», aveva una duplice funzione: da un lato era una guida pratica che forniva consigli sui lavori agricoli in base alle fasi lunari, nonché suggerimenti per la preparazione di rimedi erboristici e la gestione delle incombenze stagionali; dall’altro offriva una satira dei vizi sociali, usando l’umorismo per criticare le stravaganze e le esagerazioni della vita quotidiana.

Lo stesso albero «s-ciesón» possedeva un profondo significato simbolico. I suoi rami flessibili, spesso usati per intrecciare fruste, rappresentavano la capacità dell’almanacco di «sferzare» con garbato umorismo le mancanze morali della comunità. Questa immagine aggiunge un ulteriore livello alla funzione dello «Schieson» quale guida e bussola morale per i lettori.

Attraverso lo «Schieson», il parroco di Casacorba colse l’essenza della vita rurale veneta, fondendo praticità e critica culturale in un modo che risuonò profondamente nella sua comunità. Questo umile inizio sotto l’albero «s-ciesón» segnò l’avvio di una tradizione destinata a durare secoli.

La pubblicazione ufficiale

Lo «Schieson Trevisan» deve gran parte della sua eredità duratura alla visione di Giovanni Anastasio Pozzobon, poeta e tipografo autodidatta di Treviso. Nel 1744 egli riprese l’impianto dello «Schieson de Casacorba» e lo rilanciò come «Schieson Trevisan», infondendogli il suo stile e la sua creatività e trasformandolo da guida locale a fenomeno culturale di più ampio respiro.

Giovanni Anastasio Pozzobon, detto Schieson. Opera poetica in lingua veneta in una rara edizione ottocentesca

L’innovazione più notevole di Pozzobon fu l’introduzione del «Pronostego», una previsione umoristica e poetica per l’anno a venire. Questa rubrica, presentata in versi arguti, divenne ben presto il marchio distintivo dell’almanacco, poiché offriva non solo previsioni su meteo e prospettive agricole, ma anche commenti leggeri su questioni sociali e culturali. Il suo fascino risiedeva nella combinazione di umorismo, saggezza e spunti morali, assicurando che lo «Schieson» fosse insieme divertente e stimolante.

Giovanni Anastasio Pozzobon. Ritratto pubblicato in Opere di Giovanni Pozzobon, Venezia 1788

Sotto la guida di Pozzobon, lo «Schieson Trevisan» conobbe un successo senza precedenti. Alla fine del XVIII secolo, la sua tiratura annuale raggiunse livelli notevoli, con stime fino a 80.000 copie. La popolarità crebbe ulteriormente grazie a traduzioni in spagnolo, francese e tedesco, che permisero all’almanacco di raggiungere pubblici oltre Venetia.

Tuttavia, tale successo ispirò imitatori locali, minacciando di snaturarne il carattere unico. Per tutelare la sua creazione, Pozzobon chiese e ottenne nel 1774 dal Senato della Repubblica Veneta un privilegio esclusivo di stampa. Questo privilegio non solo protesse lo «Schieson Trevisan» dalla concorrenza, ma ne elevò il valore a bene culturale della Repubblica Veneta.

Evoluzione nel XIX secolo

La morte di Giovanni Anastasio Pozzobon nel 1785 segnò la fine di un’epoca per lo «Schieson Trevisan», ma la sua eredità proseguì con una nuova fase di sviluppo. Il figlio Antonio raccolse il testimone, continuando la tradizione di famiglia con varianti dell’almanacco sotto i titoli «Schiesoncin» e «Schieson Pronostego».

In questo periodo il termine «Schieson» cominciò a trascendere l’associazione originaria con la versione trevisana, divenendo un termine generico per gli almanacchi lunari nella Venetia.

Tra le figure di rilievo che contribuirono all’evoluzione dello «Schieson» vi fu Vincenzo Bernardi, che curò l’almanacco tra il 1813 e il 1834. Il periodo di Bernardi consolidò ulteriormente la reputazione dello «Schieson» come guida indispensabile per la pianificazione agricola e come fonte di umorismo e riflessione culturale.

L’Ottocento vide anche cambiamenti significativi nella produzione dello «Schieson». Per un periodo la pubblicazione fu gestita dalla famiglia Remondini, celebri stampatori di Bassano. I Remondini furono determinanti nell’ampliare la diffusione dell’almanacco, sfruttando la loro esperienza nella stampa di massa per renderlo accessibile a un pubblico ancora più vasto. Più tardi nel secolo, la Tipografia Zoppelli ne assunse la pubblicazione, traghettando lo «Schieson» nella moderna era tipografica.

Nonostante queste transizioni, l’identità di fondo dello «Schieson Trevisan» rimase intatta mentre il mondo attorno cambiava. Il XIX secolo ne consolidò lo status sia come specchio della vita rurale veneta sia come pilastro del patrimonio culturale locale, preparando il terreno per un successo duraturo.

Ruolo nella vita rurale veneta

Lo «Schieson Trevisan» divenne parte integrante della vita quotidiana nel Veneto rurale, in particolare nelle comunità contadine che facevano affidamento all’almanacco per orientarsi nella pratica. La sua duplice funzione — fornire informazioni utili e insieme un commento piacevole — lo rese indispensabile nelle case di campagna, dove era comunemente esposto in cucine e stalle, a portata di mano per un rapido riferimento.

Al suo cuore, lo «Schieson Trevisan» era uno strumento per la vita pratica. I suoi calendari lunari erano usati dagli agricoltori per determinare i momenti migliori per semina, raccolta e altri lavori agricoli in base alle fasi della luna. L’almanacco offriva anche previsioni meteorologiche per l’anno successivo, fornendo indicazioni cruciali sui pattern stagionali in grado di incidere sull’agricoltura e sulla vita quotidiana.

Oltre ai consigli agricoli, lo «Schieson» proponeva rimedi erboristici e suggerimenti per i lavori stagionali, come la conservazione degli alimenti, la gestione del bestiame e la preparazione ai cambiamenti del tempo. Questi elementi pratici erano essenziali per guidare la comunità rurale attraverso il ciclo agricolo, aiutandola a trarre il massimo dal ritmo della natura.

Al di là del valore pratico, lo «Schieson» ebbe un ruolo significativo nel documentare e preservare usi sociali e tradizioni culturali locali, come le periodiche fiere dei centri del Trevigiano, che non erano soltanto eventi commerciali ma anche momenti di aggregazione. Lo «Schieson» registrava tali eventi, offrendo anche indicazioni sui periodi migliori per l’acquisto di sementi, bestiame e altri beni essenziali.

Lo «Schieson» presenta anche un lato giocoso e artistico, con simboli zodiacali e illustrazioni elaborate che aggiungono un tocco estetico alle sue pagine. Questi simboli non sono meri ornamenti, ma spesso si legano ai consigli e alle previsioni contenuti nell’almanacco.

Una delle sezioni più amate è la presenza del personaggio fittizio Bepo Gobo da Casier, astrologo-mago divenuto figura ricorrente dell’almanacco. Le sue previsioni umoristiche e la persona mistica aggiungevano allo «Schieson» un senso di giocosa meraviglia.

Lo Schieson oggi

Nonostante i cambiamenti sociali e tecnologici dei secoli XIX e XX, lo «Schieson» continuò a essere ampiamente letto nella Venetia rurale; al tempo stesso la sua influenza non rimase confinata alla terra d’origine.

L’esodo veneto tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo portò lo «Schieson» nel resto del mondo, poiché le comunità venete negli Stati Uniti, in Sud America e altrove cercarono verosimilmente di mantenere un legame con la madrepatria e un modo per riconnettersi con le tradizioni dei propri antenati.

Oltre alla duratura popolarità nel Veneto rurale e tra gli emigrati, lo «Schieson» raggiunse anche una dimensione più ampia che ne estese l’impatto culturale. Ad esempio, nel 1998 lo «Schieson» fu incluso nella missione dello Space Shuttle STS-95 della NASA. Nell’ambito del «Sem Project», mirato a studiare gli effetti della microgravità su semi e crescita delle piante, lo «Schieson» fu portato nello spazio insieme a semi di radicchio.

Nel 2023 la proprietà dello «Schieson Trevisan» è stata ufficialmente trasferita all’«Associazione Internazionale Trevisani nel Mondo», un’organizzazione dedicata alla promozione e alla conservazione della cultura, delle tradizioni e della storia dei Veneti all’estero. Questo impegno — si spera — garantirà che l’almanacco continui a essere una parte vitale del paesaggio culturale veneto, sia a livello locale sia globale, poiché la missione dell’associazione è mantenere i legami con le comunità venete in tutto il mondo.

Third Venetia

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