17 Ottobre 2021
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La spigolatrice di Sapri, il sedere e il risorgimento

Il problema non è che alla spigolatrice di Sapri si veda il sedere. Il problema è che ci sia una spigolatrice nella piazza di Sapri.

Spigolatrice di Sapri. Alla cerimonia di inaugurazione della statua, 25 settembre 2021, alla presenza di Giuseppe Conte, si canta l’inno di Mameli

Ossia che sia stato eretto un monumento a un personaggio che non è mai esistito.
La spigolatrice? Non è mai esistita
A Sapri non si coltivava grano, dunque la donna celebrata da Luigi Mercantini o non è mai esistita o era lì a fare altro. Possiamo anche immaginare cosa, e allora perché demonizzare l’artista per averla ritratta discinta? Vabbè, il problema non è questo.
È che siamo di fronte al solito baraccone inutile, ossequio a una retorica pseudo patriottica ridicola e superata.

I trecento giovani e forti? Erano evasi

Davvero ancora qualcuno non sa che Pisacane non era un eroe, ma un avventuriero al soldo dell’Inghilterra, ingannato da Mazzini? E che i “trecento giovani e forti” erano i carcerati di Ponza fatti evadere per l’occasione? E che l’impresa di “liberare” il popolo dai Borboni è fallita perché il popolo (che evidentemente non sentiva il bisogno di essere liberato) li ha accolti con spranghe e forconi?

Uno Stato che nasce sulla menzogna

Uno Stato che nasce sulla menzogna, e poi investe energie e danaro per celebrarla, non può che essere l’orrore che è. E inevitabilmente peggiorare sempre più (come stiamo ben vedendo).
Ma un popolo che invece di denunciare soprusi e manipolazioni, di difendere la verità storica, di scoprire i misfatti e le loro conseguenze, si sofferma a gracchiare su inutili dettagli, convinto di aver fatto sentire la propria voce, è ridicolo. E forse in fondo si merita ciò che ha.
Elena Bianchini Braglia
l’immagine è tratta dal sito dell’Agenzia Dire (www.dire.it)
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