17 Ottobre 2021
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La Croazia riconosce la lingua istroveneta: ora solo in Italia la lingua veneta è senza tutela

Lo scoop lo ha fatto, un’ora fa, stasera 17 settembre 2021, l’amico Alberto Montagner, in un post sulla pagina Facebook di Raixe Venete (QUI il link).

“Ultima ora da Buje, annunciato al festival dell’Istroveneto : Lingua istro-veneta proclamata in data 17 settembre 2021 patrimonio immateriale della Repubblica di Croazia!“.

L’annuncio ufficiale

Alberto Montagner ha postato sulla pagina Facebook di  Raixe Venete anche il video dell’annuncio ufficiale (QUI il link del video).

Non è stato un caso, dunque, che nella recentissima Festa dei Veneti a Cittadella, organizzata proprio dalla benemerita associazione culturale Raixe Venete, sia stato dato ampio spazio al Festival dell’Istroveneto, un’anticipazione di quello che si svolge questo fine settimana a Buje in Istria. E non è un caso che a Buje fosse presente lo stesso Roberto Ciambetti, presidente del Consiglio Regionale del Veneto.

Roberto Ciambetti al Festival dell’Istroveneto 2021 di Buje

Le parole di Roberto Ciambetti

“La lingua Istro-Veneta dichiarata ufficialmente Patrimonio immateriale della Repubblica croata – ha detto Roberto Ciambetti parlando al Festival dell’Istroveneto di Buje – e questo riconoscimento significa non solo la tutela, ma anche la promozione e lo studio nelle scuole e università, favorendone l’uso e la divulgazione affinché essa possa continuare a vivere arricchendo l’intera collettività”.
Il presidente del Consiglio Regionale del Veneto ha ricordato che Buje, nell’Istria croata, è una “antica cittadina che entrò nei domini della Repubblica Serenissima già nel 1358 per rimanerle legata fedelmente sino al 1797 ed è quindi., il luogo ideale per annunciare il riconoscimento dello stato croato del valore dell’Istro-Veneto”.

Ciambetti: ringrazio il governo croato

“Io devo ringraziare il governo croato – ha riconosciuto Roberto Ciambetti – e quanti in questi anni, a partire dall’Unione degli italiani e a Regione Istria, che aveva avviato l’iter del riconoscimento nel 2016, si sono battuti per raggiungere questo obiettivo”.
“Qualche mese fa – ha ricordato Ciambetti –  fu la Slovenia a ufficializzare lo status di lingua per l’Istro-Veneto patrimonio immateriale: adesso arriva l’imprimatur da Zagabria, proprio nell’anno in cui si è celebrato il 700 anniversario della morte di Dante Alighieri che notò l’Istro-Veneto per la dolcezza della sua parlata”.

“Spero che anche l’Italia si accorga della lingua veneta”

“Legittimazione migliore di questa, dal padre ideale della lingua italiana, non poteva esserci – ha annotato il Presidente del Consiglio regionale del Veneto –  e oggi la Croazia, dopo lo Slovenia, coglie l’opportunità per dare giusto spazio e non solo culturale a una lingua romanza, il Veneto nella sua versione istriana, di una formidabile comunità dalla grande storia e soprattutto con un grande futuro”.
“ Speriamo – ha concluso Ciambetti – che anche l’Italia si accorga che la lingua veneta è un patrimonio da valorizzare e promuovere”

Il riconoscimento da parte della Slovenia

Si tratta di un grande successo della Regione Veneto e dell’Unione Italiana, che aveva avviato la procedura per il il riconoscimento già nel 2016, e l’anno scorso aveva ottenuto dalla Slovenia lo stesso riconoscimento concesso ora dalla Croazia. La scelta delle autorità croate di dare l’annuncio ufficiale, e di far decorrere il riconoscimento ufficiale dell’istroveneto, proprio in corrispondenza del Festival dell’Istroveneto di Buje, giunto ormai alla decima edizione, costituisce un ulteriore riconoscimento all’importanza dell’elemento istroveneto in Istria.

Per ottenere questo risultato, infatti, Regione Veneto e Unione Italiana hanno agito in stretta collaborazione con la Regione Istriana, con le università istriane e con il Ministero della Cultura della Repubblica di Croazia.

Le tutele per mantenere vivo l’istroveneto

Nella delibera di riconoscimento dell’istroveneto, la Croazia prevede già specifiche tutele:

  • incoraggiare l‘uso e la trasmissione del dialetto nei territori storici dove si parla l’istroveneto;
  • divulgare e promuovere il bene culturale, attraverso media elettronici registrazioni audio video e altri mezzi;
  • garantire l’uso dell’istroveneto attraverso l’educazione, l’identificazione, la documentazione, la promozione e la valorizzazione dell’istroveneto;
  • incoraggiare la creazione del vocabolario e della grammatica istroveneta;
  • divulgare e promuovere l bene culturale immateriale e rafforzare la consapevolezza che si tratta di un tesoro unico che garantisce la diversità culturale;
  • attuare misure di protezione per evitare il rischio della sua scomparsa”.

Quanto vorremmo leggere queste stesse parole, e questi stessi impegni, in una normativa italiana, con riguardo alla lingua veneta!

Invece l’Italia non riconosce la lingua veneta

E invece l’Italia si ostina a non riconoscere e a non tutelare il veneto come lingua minoritaria, benché la lingua veneta sia con ogni evidenza la più diffusa lingua minoritaria nella Penisola, la più parlata in un ambito non solo familiare ma anche ufficiale  e lavorativo, sia l’unica ad essere parlata da milioni di persone all’estero, e sia quella che da secoli ha generato la più imponente letteratura dopo il fiorentino di Dante.

Dante Alighieri e l’istriano

La Croazia, dunque, si affianca alla Slovenia nella difesa della parlata istroveneta e del suo patrimonio culturale, una presenza plurisecolare nell’Adriatico, oggetto di attenzione perfino di Dante Alighieri nel suo trattato “De  Vulgari Eloquentia“, dove l’autore della Commedia valuta l’istriano tra le parlate venete, giudicandolo per vari aspetti più dolce, più civile ed elegante di altre parlate venete.

A riconoscere la lingua veneta, insomma, oggi manca solo l’Italia…

 

 

 

 

 

 

 

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