17 Ottobre 2021
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I Veneti privilegi di Loreo

Loreo una piccola cittadina al confine oggi con la Provincia di Venezia è senza ombra di dubbio la più Marciana delle cittadine polesane. Secondo quanto riportato dagli storici, il toponimo è relativo al Laurus, arbusto sempreverde della famiglia della Lauraceae, perché si ritiene che questa pianta fosse abbondante nella zona. Al termine venne quindi aggiunto il suffisso -etum creando il nome Lauretum, più tardi evolutosi in Lauredo, Loredo ed infine Loreo.

 

I primi insediamenti Veneti

Foto della cittadina di Loreo (foto web)
Foto della cittadina di Loreo (foto web)

Il territorio era anticamente a ridosso della costa del Mare Adriatico ed attraversato da un cordone di dune sabbiose, naturale difesa dal mare, delle quali si è persa quasi ogni traccia. Gli Antichi Veneti s’insediarono in queste zone limitrofe alle antiche paludi adriane, (Septem Mària), sui due principali scanni, le isole di Loreo e di Ariano, utilizzandole come terreno agricolo. Nel tempo l’agricoltura si sviluppò sempre più, tuttavia i primi nuclei abitativi apparvero durante la colonizzazione romana intorno al 225 a.C., insediatisi attorno al Portus Laureti.

Il legame di Loreo con Venezia

Corteo indetto durante la sagra paesana di San Michele a Loreo (foto web)
Corteo indetto durante la sagra paesana di San Michele a Loreo (foto web)

La storia di Loreo fu sempre legata a Venezia, della stessa era caposaldo militare ed economico. la città passò ai bizantini dopo la riconquista di Giustiniano a seguito della guerra Greco-Gotica attorno al 550. Dopo le distruttive invasioni barbariche di Longobardi e Ungari, il territorio faticò a riprendersi ma restò sempre nell’orbita della Venethia marittima. Nel 1002 Loreo venne definitivamente ceduta alla Repubblica Veneta dall’Imperatore Ottone III di Sassonia.

Stemma della cittadina di Loreo (foto web)
Stemma della cittadina di Loreo (foto web)

La Repubblica Veneta e il feudo adriese costituivano, infatti, una minaccia per gli imperatori franchi e tedeschi che cercarono di controllare questa area così strategica per il controllo dei traffici commerciali non solo verso la pianura padana ma anche per tutto il resto dell’Italia

La nascita del patto Veneto-Loredano

Ritratto del Doge Vitale Falier (foto web)
Ritratto del Doge Vitale Falier (foto web)

Verso la fine del sec. XII i territori di Terraferma del ducato erano particolarmente inquieti. Allora il Doge Vitale Falier, per garantire la sicurezza verso il confine meridionale, stipulò un’intesa con i Loredani, e decise la costruzione delle fortificazioni (castrum) di Loreo, per garantire il transito. Il Castrum fu costruito a spese Ducali ed il perimetro del castellum fu affidato in perpetuo ai castellani ed eredi sia per l’uso che per la custodia. Il Doge si riservava la peschiera ed il transito esterno. Ai Loredani fu concessa la facoltà di abitarvi con l’obbligo di difendere la strada per Mezzogoro, e con l’onere di annuo censo da parte di ogni residente da dividere tra la corte ducale ed il gastaldo locale.

Il Patto Veneto-Loredano: le firme e il privilegio

Un'immagine dell'antico documento all'Archivio di Stato di Venezia che attesta i privilegi della Comunità di Loreo (foto estratta dal libro di P.Bassan)
Un’immagine dell’antico documento all’Archivio di Stato di Venezia che attesta i privilegi della Comunità di Loreo (foto estratta dal libro di P.Bassan)

A Rialto nell’ottobre 1094 il Doge, il Patriarca di Grado, Vescovi, Giudici e Nobili, a nome del Popolo di Venezia sottoscrissero con i rappresentanti della comunità di Loreo il seguente patto:<<LDOM Privilegium Laureti – MXC. IV Octobris – In nomine Domini Dei (et) Salvatoris nostri Iesu Christi>>. Il privilegio del 1094 sanciva oltre ad una forte autonomia, il diritto di Patronato (in diritto ecclesiastico, ius patronatus). Ancora oggi I capifamiglia Loredani conservano tale diritto. Esso fu sempre esercitato nel corso dei secoli, sia quando aveva giurisdizione sul territorio il Vescovo di Malamocco che in seguito, quando il Doge Oderlaffo Falier nel 1110 decretò il trasferimento della sede vescovile da Malamocco a Chioggia. Tra gli oneri ancora in vigore c’è, ad esempio, quello di ricostruire o restaurare la chiesa.

 

Loreo e la Gondola

Gondola nei canali presso la comunità di Loreo (foto web)
Gondola nei canali presso la comunità di Loreo (foto web)

La più tipica imbarcazione veneziana, diventata addirittura il simbolo della città di San Marco, ha novecento anni: la parola gondola sembra essere citata per la prima volta nel 1094 in un rescritto del Doge Vitale Falier. Egli infatti dispensava gli abitanti di Loreo, una grossa borgata del Polesine, dal tributo che gli dovevano, consistente appunto in un certo numero di queste singolari imbarcazioni. Nel testo in questione, la dizione è in latino e comincia con le parole: “..a Gondulam vero nullam nobis…”. Le prime gondole non ebbero, tuttavia, la forma di quelle attuali, come testimoniano i primi documenti iconografici a noi pervenuti.

Loreo la Marciana

Le stradine della borgata di Loreo (foto web)
Le stradine della borgata di Loreo (foto web)

La cittadina di Loreo ancora oggi è unico esempio nel Polesine di città con una vera e propria identità marciana. Ce lo dicono le sue piccole vie che dipartono dal canal Naviglio e prendono il nome di Calli, la sua tradizionale sagra che si svolge nel giorno di San Michele Arcangelo che ha ben 797 anni ed è la terza più antica del Veneto.  La Confraternita dei “Fradei Batùi” nata agli inizi del ‘600 e ad oggi è una delle confraternite più longeve del Veneto. Qui hanno soggiornato personaggi del livello del Scamozzi e Longhena a cui oggi è dedicata la Piazza del paese. Possiamo dire che Loreo non ha dimenticato assolutamente il suo passato.

Il ricordo dell'identità Marciana è ancora vivo nella cittadina di Loreo
Il ricordo dell’identità Marciana è ancora vivo nella cittadina di Loreo

 

Fonte editoriale: “Il Dominio Veneto in Bassopolesine “ volume 1 di P.Bassan

 

 

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