E’ stata recentemente inaugurata dal sindaco Luca Franzé l’opera di Alberto Zangini, larga due metri e alta uno, che riproduce la mappa del territorio comunale nell’Ottocento e che è stata collocata all’interno del Municipio di Bressanvido, nel Vicentino.
Bressanvido nella Repubblica Veneta
L’autore parte dal toponimo che deriverebbe dal latino “Braidum Sancti Viti” cioè “Fondo rurale di San Vito” attestato attorno al 975, ricorda il cruento passaggio di Ezzelino III da Romano che nel 1220 devastò Bressanvido e dintorni, sottolinea l’importanza della Repubblica Veneta che durò dal 1404 al 1797, soprattutto per quanto riguarda le bonifiche e la costruzione di strutture idriche in un territorio particolarmente ricco di risorgive (Castellaro, Lirosa e Tergola).
Veneto, l’annessione fa emigrazione
L’arrivo delle “orde napoleoniche nel 1797” (come giustamente denuncia Alberto Zangini) pose fine alla Repubblica Veneta, e, dopo varie vicissitudini, si arriva all’annessione del Veneto all’Italia (1866): le successive disastrose situazioni economiche provocarono, anche a Bressanvido e nella frazione Poianella, quella dolorosa pagina della nostra storia veneta conosciuta come “la grande emigrazione”.
La tradizione veneta, le Anguane
Nella tavola viene altresì ricordato padre Ildefonso da Bressanvido (1696-1777), predicatore francescano e teologo, autore delle “Istruzioni morali sopra la Dottrina Cristiana” e c’è un preciso riferimento alla tradizione veneta quando si parla delle anguane, creature mitologiche bellissime che, secondo la leggenda, si davano appuntamento al “Ponte de le Strie”:
“No sta fermarte ne’l ponte de le strie!
Col caigo, le anguane se pétena e le ciama …
…e se te ve, le te fa negar!”
Ettore Beggiato









