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Home Luoghi da scoprire

Palladio, Scamozzi, Sanmichieli e Longhena conquistano il Polesine

Marco Fornaro by Marco Fornaro
24 Gennaio 2021
in Luoghi da scoprire, Mondo Veneto, StoriaNostra
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I quattro architetti della Veneta Repubblica che abbellirono il Polesine

I quattro architetti della Veneta Repubblica che abbellirono il Polesine

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Il XVI° e il XVII° sono secoli molto impegnativi per la Veneta Repubblica. Dal punto di vista militare saranno due periodi che la vedranno impegnata a difendersi dagli attacchi delle potenze europee ed ottomane. Ciò nonostante dal punto di vista artistico, architettonico, culturale Venezia non avrà eguali. Personaggi del calibro Palladio, Scamozzi, Sanmichieli, Longhena, conquistano il Polesine, terra che fino a quel momento era inospitale.

Il Polesine nella Veneta Repubblica

 

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La Badoera vista dall'alto
La Badoera vista dall’alto (Foto Web)

Dopo Cambrai la terra polesana diviene Veneta, usufruisce di un sostanzioso periodo di pace e quiete lungo quasi tre secoli. Solo le piene dei fiumi ed il continuo banditismo e contrabbando di frontiera tengono la popolazione in allarme. In questo periodo di calma relativa il Polesine esce dal suo stagnante letargo paludoso grazie a grandi opere idrauliche (Taglio di Porto viro), la bonifica dei terreni paludosi, e con la continua salvaguardia degli argini dei fiumi.

Tutto questo lo si deve alla nascita dei primi Consorzi di Bonifica. Il merito di ciò coincide con l’arrivo dei Nobili Veneti che entrano in possesso di enormi quantità di terreni, e trasformano il Polesine nel granaio della Repubblica. Comincia allora un abbellimento architettonico della nostra terra, Palladio, Scamozzi, Sanmichieli Longhena, conquistano il Polesine.

Andrea Palladio e la “Badoera”

 

Villa Badoer opera del Palladio (Wikipedia)
Villa Badoer opera del Palladio (Wikipedia)

L’abbellimento architettonico polesano non può di certo essere paragonato a quello delle attuali altre province Venete. Possiamo però dire con orgoglio che grandi artisti hanno lasciato traccia del loro passaggio nella nostra terra. Possiamo sottolineare che Palladio, Scamozzi, Sanmichieli, Longhena, conquistano il Polesine. Palladio ci ha lasciato forse l’opera di cui tutti i polesani sono orgogliosi, Villa Badoer detta la Badoera costruita alla metà del Cinquecento nei pressi di Fratta Polesine, oggigiorno fiore all’occhiello della provincia.

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Altre sue opere vengono citate dal Bartoli nelle “Pitture, Sculture e Architteture di Rovigo” del 1798. Scrive il Bartoli: ‘La Loggia d’ordine ionico del palazzo Radetti alla Tassina reputassi del Palladio’. Anche il Temanza loda il Palladio per l’opera di “un porticato di diciannove intercolonne, ad uso del trebbiar il grano in Villa della Boara”. Per quest’ultime opere attribuite al Palladio possiamo solo riportare queste poche righe non esistendo altre testimonianze.

Vincenzo Scamozzi e il Peloponnesiaco

 

Villa Morosini residenza del Peloponnesiaco
Villa Morosini residenza del Peloponnesiaco. (Foto Wikipedia)

Se Pietro dalla Gondola ci lascia solo Villa Badoer, a Vincenzo Scamozzi vengono attribuite almeno meravigliose opere che oggi possiamo ancora ammirare. Stiamo parlando di Villa Nani-Mocenigo di Canda, Villa Morosini di Polesella, residenza di Francesco Morosini detto il Peloponnesiaco, Villa Ca’Dolfin a Lendinara.

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Altra opera che probabilmente porta la sua firma è Ca’Grimani sempre a Polesella purtroppo distrutta da un ciclone nel 1892.  Suggestiva è l’attribuzione pure di Villa Molin-Avezzù a fianco di Villa Badoer. Insomma, veri e propri capolavori architettonici. Ebbene sì Palladio, Scamozzi, Sanmichieli, Longhena, conquistano il Polesine.

 

Villa Nani Mocenigo a Canda opera attribuita al Scamozzi
Villa Nani Mocenigo a Canda opera attribuita al Scamozzi (Foto Web)

Le sontuose opere del Sanmichieli e del Longhena

Sono sicuramente meno le opere che il Sanmichieli e Longhena ci lasciano in Polesine, ma non per questo meno interessanti. Possiamo certamente attribuire a Michele Sanmichieli il Rustico Grimani (Targa-Treves-Usigli), a Grompo nei pressi di Rovigo. Altra bellezza è il Palazzo Roncale nel centro storico del capoluogo polesano progettato da lui stesso a metà del Cinquecento su commissione della famiglia Roncale.

Palazzo Roncale opera del Sanmichieli nel centro storico di Rovigo
Palazzo Roncale opera del Sanmichieli nel centro storico di Rovigo (Foto Wikipedia)

 

Per quanto riguarda Baldassare Longhena, le opere che portano la sua firma sono la Chiesa di S.Maria Assunta a Loreo di cui ne innalzò la facciata barocca. Altra fatica fu la realizzazione del Campanile della Chiesa della Rotonda che con i suoi cinquantasette metri svetta su Rovigo città. Questi sono solo alcuni degli innumerevoli musei che il Polesine custodisce a cielo aperto. Palladio, Scamozzi, Sanmichieli, Longhena, conquistano il Polesine. Ora noi vi invitiamo ad ammirarli.

Fonte editoriale: “Palladio e Palladianesimo in Polesine” a cura della Associazione culturale Minelliana di Rovigo

Chiesa della Beata Vergine del Soccorso con il campanile costruito dal Longhena (foto youtube)
Chiesa della Beata Vergine del Soccorso con il campanile costruito dal Longhena (foto you tube)

 

Tags: andrea palladiolonghenapolesinesanmichieliscamozzivenetoville venete
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