La quindicesima edizione del Festival della canzone istroveneta si è chiusa sabato scorso nella bellissima piazza San Servolo a Buie; un folto pubblico ha partecipato con ripetuti applausi ed ovazioni all’evento magnificamente condotto da Rosanna Bubola e da Daniele Kovacich.
Tredici le canzoni in gara, tutte rigorosamente in istroveneto, che hanno visto primeggiare la canzone autobiografica “Aria” di Majda Suselj; altri riconoscimenti sono andati a Matteo Tromba per la canzone “Per senpre nona”, a “No me basto” di Sonia, a “Magari a pie e sensa monopattino” di Richy Bosazzi e a “Cuel’aria de mar” di Stefano Hering.
Impeccabile l’organizzazione imperniata su Marianna Jelicich Buic, ideatrice e “anima” di questa manifestazione che, visibilmente emozionata, ha voluto ringraziare tutti coloro che hanno dato il loro contributo a questo festival che è diventato punto di riferimento non solo per l’istroveneto ma per tutto il mondo culturale, musicale, folkloristico che si rifà alla lingua della Serenissima Repubblica Veneta e alle sue varianti, che dimostrano una vivacità e una freschezza notevole (solo qualche mese fa la Croazia ha riconosciuto come bene immateriale il fiuman, la lingua parlata a Fiume/Rijeka).
Molto apprezzato il volumetto con i testi delle canzoni che hanno permesso a tutti di seguire e di apprezzare testi, passaggi, sfumature veramente toccanti.

Ecco un passaggio di una delle canzoni, giusto par intendarse …
“Andarà tuto ben” de Vladimir Brajan
“De giorno sarà figo
Fra la gente caminar
Neti e petenai
Sensa cali su le man
E de note .. e de note
No te dovarà dormir
Soto i ponti, come i gati
In te i cartoni rodolà”
E alla fine i tre splendidi Leoni che vigilano su piazza San Servolo (sul Duomo, sul pilo e sulla scuola) i ne ga da apuntamento a st’ano che vien …

Ettore Beggiato






