HomeOggiNelTempoRovigo, 25 marzo 1797: la città rinnova la fedeltà alla Serenissima

Rovigo, 25 marzo 1797: la città rinnova la fedeltà alla Serenissima

Nel marzo del 1797 il clima nel Polesine appare ancora, almeno in superficie, relativamente stabile. Tuttavia, le notizie che giungono da Brescia e Bergamo, dove si stanno consumando eventi drammatici legati all’avanzata francese e ai moti giacobini, scuotono profondamente anche Rovigo.

Il 25 marzo 1797, durante la lettura di una ducale del Senato veneziano risalente al giorno 20, la città prende coscienza della gravità della situazione. Di fronte a quanto accaduto in Lombardia, emerge la necessità di ribadire pubblicamente la propria posizione.

I notabili polesani decidono quindi di redigere un documento ufficiale per dichiarare la immutata fedeltà alla Serenissima Repubblica di Venezia, seguendo l’esempio di altre città che avevano già inviato propri rappresentanti a Venezia.

Per questo compito vengono incaricati il conte Luigi Casalini, uno dei regolatori, e il nobile Pietro Salvadego, espressione della classe dirigente cittadina.


Il testo della lettera (25 marzo 1797)

“Commovente al maggior segno e da non udirsi senza le lagrime è la ducale dell’eccellentissimo Senato dallo zelante nostro rappresentante communicata sì a noi e ad altri cittadini che a capi di questo territorio, colla quale facendo un patetico quadro dell’accaduto alla sciagurata città di Bergamo e di Brescia, esortava ad ogni buon suddito a mantener intatta la sua fede verso l’adorato suo principe. Quanto ricolmò di tristezza la città tutta l’infausto annuncio, altrettanto si è creduto conveniente e doveroso di dare una pubblica assicurazione dell’universale suddito filiale attaccamento all’adorato nostro sovrano, col presentare all’eccellentissimo rappresentante rispettosa carta sottoscritta da noi, dal prior de’ notari, e da quello de nostri legisti non che da rappresentanti il territorio colla quale attestandoglielo a nome di tutti abbiamo il conforto di non aver alcun motivo di trepidazione per conto degli abitanti sì della città che della campagna.”


📌 Un segnale politico chiaro

Questo documento non è solo una formalità: rappresenta un atto politico preciso.
Rovigo — e con essa il suo Polesine — sceglie di restare fedele alla Serenissima proprio mentre altre città iniziano a vacillare o a passare sotto influenza francese.

È uno degli ultimi momenti in cui emerge con forza il legame tra territorio e Repubblica di Venezia, poco prima del crollo definitivo che avverrà di lì a poche settimane.


📚 Fonte

📖 “Rovigo e il Polesine tra rivoluzione giacobina ed età napoleonica (1797–1815)”, a cura di Filiberto Agostini, Minelliana.

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