5 Dicembre 2025
No menu items!
HomeEmigrazioneI diffusori del talian (veneto-brasilian) a convegno a Serafina Correa (Rio Grande...

I diffusori del talian (veneto-brasilian) a convegno a Serafina Correa (Rio Grande do Sul) VIDEO

A Serafina Correa, nello stato del Rio Grande do Sul, il 21,22 e 23 novembre, centinaia di operatori dell’informazione  si troveranno per il XXIX convegno dei diffusori del talian (o veneto brasilian).

Paolo Massolini, la tre giorni di talian

La tre giorni, che viene organizzata ancora una volta da Paolo Massolini, medico chirurgo di lontane origini vicentine, straordinario protagonista della lotta per la tutela e la valorizzazione del talian, inizierà venerdì 21 e prevede, con apporti di qualificati esponenti del mondo della cultura, dell’informazione e della politica,  approfondimenti su diversi temi:

  1. talian nella cultura e formazione dell’identità;
  2. insegnamento del talian nelle università,
  3. l’insegnamento delle lingue minoritarie nelle scuole,
  4. talian nella comunicazione orale e scritta: passato, presente e futuro.

Serafina Correa, capitale del talian

Serafina Correa è considerata da tutti la capitale del talian fin dal lontano luglio 1988 quando l’allora sindaco Sergio Massolini decretò “el veneto come lengua oficial ne la setimana che va dal 23 al 31 de lujo 1988”. Fu il primo documento ufficiale di un movimento che portò il governo federale di Brasilia a riconoscere il talian come “Patrimonio Culturale Immateriale del Brasile”; prima lingua minoritaria brasiliana che ha ricevuto tale riconoscimento: era il 10 novembre del 2014.

Il talian viene correntemente parlato da milioni di brasiliani soprattutto nei tre stati del Brasile del sud, Rio Grande so Sul, Santa Catarina e Paranà, ma anche negli stati di San Paolo e di Spirito Santo.

Luzzatto: talian, lengua pi veneta che altro

Ecco come lo descrive Darcy Loss Luzzatto, scomparso nel 2020 a 85 anni, autore di un vocabolario “Brasiliano – Talian” di oltre ottocento pagine: “I nostri veci, co i ze rivadi, oriundi de i pi difarenti posti del Nord d’Italia, i se ga portadi adrio no sol che la fameia e i pochi trapei che i gaveva de suo, ma anca la soa parlada, le soe abitudini, la soa fede, la so maniera de essar…. Qua, metesti tuti insieme, par farse capir un co l’altro, par forsa ghe ga tocà mescolar su i soi dialeti d’origine e, cossita, pian pian ghe ze nassesto sta nova lengua, pi veneta che altro, parchè i veneti i zera la magioranza, el talian o Veneto brasilian.”

La sa de freschin

Nel vocabolario troviamo, per esempio, un termine praticamente intraducibile in italiano, ma che i veneti conoscono benissimo “freschin”: in brasiliano viene tradotto “odor desagradavel” e per spiegarlo meglio l’amico Darcy aggiunge un ” Che bira zela questa? La sa de freschin!” che non ha bisogno di ulteriori spiegazioni…..

Quando il talian venne proibito

E’ straordinario come i discendenti di quei veneti che partirono nel lontanissimo 1875 (in seguito alle disastrose condizioni nelle quali il Veneto si era venuto a trovare dopo l’annessione all’Italia) abbiano conservato un simile patrimonio d lingua, cultura, civiltà; ed è ancora più incredibile se pensiamo che, durante la seconda guerra mondiale il “talian” venne proibito dall’allora dittatore Getullio Vargas.

Il Brasile entrò in guerra a fianco degli alleati e proibì sia l’uso del talian che del tedesco; diversi emigranti finirono in carcere e la loro non fu una sfida politica ma l’impossibilità di parlare un’altra lingua che non fosse il “talian”; ma nonostante questo la lingua dei veneti del Brasile ne è uscita più forte e più viva che mai.

Il pericolo viene dall’Italia…

Un altro pericolo per la lingua dei veneti “de là de l’oceano” è costituito da quei docenti che partono dall’Italia con l’obiettivo di portare la lingua italiana “grammaticale” come viene da loro chiamata.

Ecco quanto denunciava Padre Rovilio Costa, scomparso qualche anno fa, vero e proprio patriarca della cultura taliana in Brasile, in un messaggio chiaro e senza fronzoli, diretto a chi arriva dall’Italia e dal Veneto: “Prima de tuto, che i italiani, sia veneti o de altre region, i vegna in Brasil rispetando la nostra cultura taliana, la nostra lengua che la ze el talian, no par imporre el so modo de veder e de far”.

A Serafina Correa i la pensa cusì …

La poesia di Luzzatto

Lascio la conclusione a Darcy Loss Luzzatto, a una sua poesia che dovrebbe essere diffusa nel nostro Veneto, dove scandalosamente c’è gente che si vergogna di parlare la lingua veneta, soprattutto nelle nostre scuole:

“Com’e bela ‘a nostra lengua, com’è melodiosa. E poetica. Basta parlada con
orgolio e alegria, mai con paura o co la boca streta e vergognosa.
E si con onor, con tanto tanto amor e simpatia”.

E con tanta ammirazione e gratitudine e un po’ di sana invidia auguro

“Bon laoro ai fradei brasiliani e on strucon a tuti”.

Ettore Beggiato
Cittadino onorario
Serafina Correa (Rio Grande do Sul)

- Advertisment -

I PIU' POPOLARI