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21 marzo 1800 nasce a Corfù la Repubblica Settinsulare con il Leone di San Marco come simbolo

Ettore Beggiato by Ettore Beggiato
21 Marzo 2025
in OggiNelTempo
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21 marzo 1800 nasce a Corfù la Repubblica Settinsulare con il Leone di San Marco come simbolo

Repubblica Settinsulare, la bandiera: il Leone di San Marco e le sette frecce a rappresentare le sette isole ionie

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Il 12 maggio 1797 cadeva (o meglio tramontava) la Serenissima Repubblica Veneta colpita a tradimento da Napoleone e dai collaborazionisti giacobini veneziani.

Il Leone di San Marco continuava a sventolare in tutta la Dalmazia e l’ultimo, struggente, ammaina bandiera fu celebrato a Perasto, nelle Bocche di Cattaro il 23 agosto 1797, un addio all’insegna delle lacrime e del “Ti co Nu, Nu co Ti”.

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I francesi a Corfù con l’inganno

A Corfù i francesi arrivarono il 28 giugno, anche qui con il tradimento e l’inganno, sventolando la bandiera di San Marco, accolti dal Provveditore generale veneto Carlo Aurelio Widman, che ben presto fu esautorato dal comandante francese Antoine Gentili.

Corfù e la Fortezza Vecchia, una delle più grandi fortificazioni veneziane in tutto il Mediterraneo (foto di Martin Falbisoner, CC BY-SA 4.0)

Il 5 luglio, fu innalzato l’albero della libertà, furono abbattuti i Leoni di San Marco, vennero dati alle fiamme i gonfaloni e il libro d’oro del Comune.

L’albero della libertà abbattuto

Testimoni oculari riferirono “che non pochi piansero a quell’incendio ed altri si allontanarono per non essere spettatori”. Che la demenza non avesse ottenebrato tutti i cervelli, lo prova l’atto di protesta: “l’albero di virtù, di salute, di vita”, di nottetempo, fu abbattuto.

Corfù non poteva rinnegare quattro secoli di storia, durante i quali San Marco le aveva dato la dignità di un libero vivere civile.”

Il premio di 500 talleri

Le autorità francesi decretarono che  colui, il quale avesse denunziato l’empio mostro profanatore del più augusto monumento che fosse mai stato innalzato in quelle contrade oltre l’essere dichiarato benemerito della patria, avrebbe avuto un premio di 500 talleri.

Ma nonostante le minacce, la scomunica e il premio di 500 talleri gli autori rimasero impuniti il che la dice lunga sul clima che c’era in città …

Nasce la Repubblica Settinsulare

Appena si presentò l’occasione gli abitanti di Corfù si liberarono dagli odiosi francesi e il 21 marzo 1800, con l’adesione delle altre isole ionie, Passo, Leucade, Itaca, Cefalonia, Zante, Cerigo, nacque la “Repubblica Settinsulare” (o Eptaneso) con la benedizione della Russia e dell’Impero Ottomano.

Il simbolo della nuova repubblica fu individuato nel Leone di San Marco con il libro schiuso e con le sette frecce che rappresentavano la federazione delle sette isole; una tangibile testimonianza dei sentimenti di gratitudine e di deferenza nei confronti della Serenissima da parte delle popolazioni delle isole; capitale del nuovo stato divenne la città di Corfù.

Giovanni Capodistria, cittadino veneto

Uno dei protagonisti di quella Repubblica fu Giovanni Capodistria, nato a Corfù l’11 febbraio 1776, cittadino veneto, che si laureò all’Università di Padova e divenne in seguito il primo Presidente della Grecia libera.

Gli Stati Uniti delle Isole Ionie

La Repubblica Settinsulare ebbe vita breve; in seguito alla pace di Tilsit (7 luglio 1807) le isole furono passate alla Francia napoleonica per essere occupate poi dagli inglesi che il 5 novembre 1815 fecero nascere gli “Stati Uniti delle Isole Ionie” (anche Unione delle Isole Ionie) come protettorato del Regno Unito.

La bandiera: Union Jack e Leone di San Marco

Particolarmente interessante la bandiera dove  troviamo l’Union Jack e il Leone di San Marco con le sette frecce su sfondo blu e cornice rossa; con il trattato di Londra, firmato il 29 marzo 1864 da Regno Unito, Francia e Russia, le isole saranno poi  unite alla Grecia.

L’unica terra Grecia mai occupata dai Turchi

Ancor oggi i cittadini di Corfù ricordano con emozione come, grazie alla Serenissima, la loro isola fu l’unico lembo di terra greca che non fu mai occupato dai turchi  e quando  si vuole augurare a qualcuno una vita lunga e felice, si dice “Anni tanti, e veneziani”.

Ettore Beggiato

 

 

Tags: corfùgiovanni capodistriaIsole IonieRepubblica Settinsulare
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