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Altro che dialetto! Scienze e arti insegnate in lingua veneta da Schola Humanistica

Redazione by Redazione
29 Aprile 2021
in Da non perdere, ParlarVeneto
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Altro che dialetto! Scienze e arti insegnate in lingua veneta da Schola Humanistica

Lengua de ogni savor. Seminario in lingua veneta curato da Schola Humanistica in collaborazione con Veneto Novo e Raixe Venete

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Altro che dialetto! Scienze e arti insegnate in lingua veneta. Per insegnarci, finalmente, che la lingua veneta è una lingua, una lingua vera, che non va relegata all’ambito familiare, ai dialoghi da bar o da mercato del pesce.

La lingua veneta può dire tutto, può trasmettere il sapere, può discettare di filosofia, può pregare, può esprimere concetti di scienza, di storia, di diritto.

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E’ questo l’obiettivo del seminario “Lengua de ogni savor”: un seminario di alto livello, che sarà tenuto interamente in lingua veneta, durante il quale verranno trattati argomenti attinenti a diverse discipline letterarie e scientifiche.

Seminario gratuito su Zoom

Il seminario, gratuito, si terrà il giorno 8 maggio alle ore 15.30 sulla piattaforma Zoom (qui il link per iscriversi).

Il seminario è stato organizzato, in collaborazione con le note associazioni culturali Veneto Novo e Raixe Venete, da Schola Humanistica, un istituto formato da docenti specializzati nella conservazione e promozione della cultura classica attraverso l’insegnamento del latino e del greco antico tramite metodi che si ispirano alle tecniche didattiche degli umanisti.

Il veneto, una delle grandi lingue d’Europa

Ecco cosa scrive Schola Humanistica nella presentazione del seminario in lingua veneta:

“Il veneto è una delle grandi lingue d’Europa: impiegata per secoli nei dominî della Serenissima, disseminata da viaggiatori e mercanti lungo le rotte del Mediterraneo e le vie d’Oltralpe, arricchitasi nelle sue molte parlate di coloriture greche, slave e germaniche, è oggi la lingua madre di milioni di persone residenti nel Triveneto, in Istria, in Messico e in Brasile.

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“Questo idioma, specialmente nella variante veneziana e pavana, ha trovato espressione in una possente letteratura che, dopo aver dato i suoi primi frutti nel Medioevo, giunse a maturità nel Rinascimento, per fiorire poi in un’incredibile varietà di generi e forme sino alla caduta della Repubblica Veneta.

“Negli ultimi due secoli diversi poeti provenienti da tutte le aree delle Venezie hanno arricchito, ciascuno secondo il proprio estro, la letteratura in lingua madre con opere eccelse, alcune piene di sangue e nervi, altre pervase da un nitore classico, altre aperte alla modernità nelle sue più ardite sperimentazioni (si pensi per esempio a Barbarani, Noventa, Marin, Bandini e Zanzotto).

Declassato e percepito come dialetto

“Nonostante le congiunture storiche abbiano fatto sì che il veneto, insieme ad altre lingue della Penisola, venisse declassato e percepito come “dialetto”, esso perdura tuttora con grande vitalità e tenacia.

E per quanto la seconda metà del secolo scorso abbia visto crescere le tendenze all’omologazione in tutti gli ambiti della vita e della cultura, sembra che nell’ultimo decennio abbia cominciato a formarsi una nuova sensibilità, caratterizzata dal rinvigorirsi dell’interesse per le lingue storiche e per l’autocoscienza che ad esse è legata.

Seminario interamente in lingua veneta

“Lengua de ogni savor” è un seminario tenuto interamente in lingua veneta, durante il quale verranno trattati argomenti attinenti a diverse discipline letterarie e scientifiche. Nel corso dei cinque interventi e del dibattito che seguirà, offriremo un saggio di come il veneto possa fungere da lingua veicolare nella trasmissione del sapere.

ISCRIVITI AL SEMINARIO CLICCA QUI

“Ciò permetterà – conclude Schola Humanistica – ai venetofoni di scoprire le potenzialità del proprio idioma e darà ai romanisti e ai latinisti un’occasione per conoscere questa lingua romanza attraverso la lettura e l’ascolto”.

IL PROGRAMMA DEL SEMINARIO IN LINGUA VENETA

 

Programma
15:30-15:40

Domenico Strobe (Veneto Novo), Alberto Montagner (Raixe Venete), Paolo Pezzuolo (Schola Humanistica)

Introduzione e saluti

 

15:40-15:50

Paolo Pezzuolo (Schola Humanistica)

Antichità Venete: un esperimento di didattica in lingua veneta.
15:50 – 16:10

Sammy Basso (Associazione Italiana Progeria)

La progeria nei suoi meccanismi molecolari e i suoi trattamenti
16:10-16:30

Giovanni Maistrello (Veneto Novo)

Le grafie venete
16:30-16:50

Elena Pachera (Veneto Novo)

I veronesi dell’antica Roma che conobbero l’imperatore
16:50-17:10

Giovanni Masarà (Università di St. Andrews)

Una comunità in scena: ricerca su un carnevale nel Bellunese
17:10-18:00

Dibattito

Il veneto come lingua veicolare: una via praticabile?

 

Esiste la lingua veneta? La propaganda italiana

Esiste la lingua veneta? Basterebbe il normale buon senso a rispondere: certo che esiste, ed è parlata da milioni di persone, in Veneto, nel Friuli occidentale, nella Venezia Giulia, in Istria e Dalmazia, persino in Sudamerica.

Eppure, secondo la propaganda italiana, la lingua veneta non esisterebbe: esisterebbe il veneziano, il padovano, il rovigotto, il bellunese, il vicentino, il trevigiano, il pordenonese e così via.

Per l’Italia la lingua veneta non deve esistere

Divide et impera: come al solito, la propaganda italiana è impegnata allo spasimo per negare l’identità veneta, per diffondere la bufala che la lingua veneta non esiste.

Perché se esiste la lingua, poi come si farà a negare che esiste un popolo veneto che la parla, e che magari – orrore – è soggetto di diritto internazionale, ha diritto all’autogoverno e cose simili!

Per la propaganda italiana, è una questione vitale: per l’Italia la lingua veneta non deve esistere, come del resto non deve esistere il popolo veneto, ma solo il popolo italiano. Il quale, se abita in Veneto, non parla veneto, ma tutt’al più una congerie di dialetti locali, utilizzati nell’ambito familiare o di paese, o per qualche filastrocca o commedia dialettale.

E’ pura propaganda, naturalmente. Ma è spesso difficile spiegarlo agli stessi Veneti, perché la propaganda italiana, attraverso la scuola pubblica, ci è entrata nelle teste, ha plasmato i nostri pensieri. Le maestre hanno punito i bimbi che parlavano “dialetto”, le madri e i padri hanno fatto altrettanto.

Le varianti locali: la prova che la lingua veneta esiste

Le molte varianti locali che arricchiscono la lingua veneta sono diventate prova che la lingua veneta non esiste, mentre è vero il contrario: le varianti locali sono la testimonianza che una lingua esiste, che è viva e parlata in molte comunità distanti tra loro. L’inglese di New York è forse lo stesso di San Francisco? O di Londra? Il tedesco di Berlino è forse lo stesso di Innsbruck? Eppure nessuno pensa che la lingua inglese non esista, o che non esista la lingua tedesca.

Ma ancora più sottile e dannoso è l’altro pregiudizio, quello che relega il “dialetto” al mero ambito familiare, al giro degli amici più stretti, ai dialoghi da bar o da mercato del pesce. Un dialetto, appunto, limitato, derubricato al registro privato, che è sconveniente usare nei rapporti ufficiali, nelle comunicazioni “serie”.

Lingua veneta e registro tragico: l’Iliade di Casanova

Ebbene: anche questa è una fake. C’è una grande letteratura “seria” in lingua veneta. Ci sono libri di storia, di scienza, di fede, in lingua veneta. Provate a leggere la meravigliosa traduzione dell’Iliade di Omero in lingua veneta, fatta da Casanova, e ripubblicata qualche anno fa dall’editore veneziano Albert Gardin.

L’Iliade di Casanova dimostra che la lingua veneta è una lingua letteraria, potente, adatta non solo alle commedie goldoniane, ma capace di reggere anche il registro tragico, anche l’epica. La lingua veneta non solo esiste, ma è una lingua completa, che al pari della lingua italiana può essere impiegata in qualsiasi contesto.

Un seminario per sradicare le fake news

Per questo il seminario “Lengua de ogni savor” ci sembra la migliore terapia per sradicare i pregiudizi e le fake news della propaganda italiana. La lingua veneta è una lingua romanza autonoma, non è un “dialetto” dell’italiano! Ha la stessa dignità dell’italiano, del francese, dello spagnolo e del rumeno! E il mancato riconoscimento, da parte del Parlamento italiano, del veneto quale lingua minoritaria, al pari del friulano o del sardo, è una pura scelta politica anti-veneta, senza alcun fondamento scientifico.

Tags: lengua venetalingua venetaraixe veneteschola humanisticaseminarioveneto novo
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