venerdì, Settembre 25, 2026
Serenissima News
  • Mondoveneto
    • Rassegna Stampa
    • Emigrazione
    • IstriaDalmazia
  • StoriaNostra
    • OggiNelTempo
  • Pianeta Terra
  • ParlarVeneto
  • IndipendenzE
  • Da non perdere
    • Luoghi da scoprire
    • Magna come che ti parli
  • Libri
No Result
View All Result
Serenissima News
  • Mondoveneto
    • Rassegna Stampa
    • Emigrazione
    • IstriaDalmazia
  • StoriaNostra
    • OggiNelTempo
  • Pianeta Terra
  • ParlarVeneto
  • IndipendenzE
  • Da non perdere
    • Luoghi da scoprire
    • Magna come che ti parli
  • Libri
No Result
View All Result
Serenissima News
No Result
View All Result
Home OggiNelTempo

Pace di Bagnolo: la svolta del 1484 per il Polesine

Marco Fornaro by Marco Fornaro
6 Agosto 2025
in OggiNelTempo
1
Pace di Bagnolo: la svolta del 1484 per il Polesine
593
SHARES
3.3k
VIEWS
Condividi su FacebookCondividi su Twitter

Il 1484 fu un anno spartiacque per il Polesine di Rovigo, un territorio fertile, strategico e conteso tra le grandi potenze del Nord Italia. Tutto nacque da una disputa commerciale: il Ducato di Ferrara difendeva le sue saline di Comacchio, mentre la Repubblica di Venezia cercava di affermare il proprio controllo sulla zona per garantirsi autonomia nei traffici sul Po e nel commercio del sale.

La tensione esplose in quella che la storia ricorda come la Guerra del Sale, durata due anni, dal 1482 al 1484. Ma il conflitto andò ben oltre le saline: coinvolse anche il Duca di Milano, il Re di Napoli e Papa Sisto IV, tutti schierati con Ercole I d’Este, signore di Ferrara. Venezia, da sola, fronteggiò la coalizione con fermezza, sia sul campo di battaglia che con la diplomazia. La pace di Bagnolo, firmata il 7 agosto 1484, pose fine alle ostilità e cambiò la storia del Polesine di Rovigo.

You might also like

La Serenissima dona agli Armeni l’isola di San Lazzaro: è l’8 settembre 1717

Badia Polesine si consegna a Venezia: 1 settembre 1482

23 agosto 1797, Perasto in Dalmazia piange il tramonto della Serenissima

Con la pace di Bagnolo il Polesine di Rovigo diventa veneziano

Con la pace di Bagnolo, Venezia ottenne ciò che più desiderava: il controllo definitivo sul cuore del Polesine di Rovigo. Tra le conquiste confermate alla Serenissima ci furono città e territori cruciali come Rovigo, Badia Polesine, Lendinara, Villanova del Ghebbo, le Torri del Doge e le zone limitrofe.

Tuttavia, non tutto il territorio polesano passò sotto il Leone di San Marco. Un altro importante centro del Polesine, Adria, insieme a Corbola, Papozze, Castelguglielmo e la torre di San Donato, venne restituito agli Estensi. Questi luoghi non vennero infatti considerati sotto la giurisdizione diretta del Polesine “marchesco” (veneziano), e rimasero legati a Ferrara, mantenendo così una propria identità e continuità storica.

La pace di Bagnolo segnò quindi una divisione nel Polesine di Rovigo: da una parte, le terre passate a Venezia iniziarono un processo di integrazione amministrativa e agricola; dall’altra, Adria restò simbolo del legame con gli Estensi, confermando l’anima di confine della regione.

Una nuova era per il Polesine dopo la pace di Bagnolo

Il Polesine di Rovigo, sotto Venezia, entrò in una fase di profonda trasformazione. La Serenissima mise in atto una serie di interventi idraulici e organizzativi per valorizzare un territorio che considerava strategico per la difesa e la produzione agricola. Le opere di bonifica, il controllo delle acque e la costruzione di nuovi argini cambiarono il paesaggio e favorirono la crescita di borghi e campagne.

La pace di Bagnolo fu quindi molto più di un semplice trattato: per il Polesine di Rovigo rappresentò un nuovo inizio, fatto di stabilità, investimenti, nuove regole e istituzioni veneziane. Venezia sapeva bene quanto fosse importante tenere saldo il dominio sulla parte occidentale del delta padano, che da lì in poi sarebbe stata chiamata anche Polesine veneziano.

Eppure, proprio accanto, Adria e i suoi territori, tornati sotto Ferrara, continuarono a vivere una storia parallela, divisa solo da confini giuridici, ma unita dalla stessa terra d’acqua e di fiume.

Una pace per tutta l’Italia: il modello Bagnolo

Il trattato firmato a Bagnolo Mella, nel Bresciano, fu un evento storico anche per la sua dimensione nazionale. La pace di Bagnolo non fu soltanto un accordo tra due stati regionali: coinvolse tutte le principali potenze italiane del tempo, che vi aderirono formalmente o informalmente. Milano, Napoli, Firenze, Mantova e persino lo Stato Pontificio trovarono nell’accordo un punto di equilibrio.

La pace prevedeva la restituzione di castelli e bastioni in Lombardia e Veneto, la demolizione di fortificazioni costruite durante la guerra (come Pontelagoscuro, chiamato all’epoca “Lago Oscuro”), e la nomina di Roberto di Sanseverino come comandante generale delle milizie d’Italia. Era l’embrione di una sorta di alleanza panitaliana, fondata più sulla necessità di equilibrio che su una visione unitaria.

Per il Polesine di Rovigo, la conseguenza fu chiara: il territorio entrava definitivamente nel quadro politico veneziano, rafforzando la posizione della Serenissima come potenza continentale oltre che marittima.

Marin Sanudo e le testimonianze della pace di Bagnolo

A raccontarci questi eventi con straordinaria precisione è Marin Sanudo il Vecchio, attento cronista veneziano. Nei suoi Commentarii della guerra di Ferrara, descrive ogni fase delle trattative, compresi gli episodi più curiosi: come quando l’ambasciatore estense Giacomo Trotti, in assenza del Duca malato, si presentò ai veneziani per chiedere perdono e clemenza, promettendo fedeltà futura.

Sanudo riporta anche i dettagli delle concessioni fatte, come il permesso richiesto dal Marchese di riavere la sua casa a Venezia, e la discussione nel Consiglio dei Pregadi sulla ratifica dei capitoli. Le sue cronache ci offrono non solo i dati politici, ma anche il clima e le tensioni emotive che circondarono la pace di Bagnolo.

Grazie a queste fonti, oggi possiamo leggere quella pace non come una semplice fine delle armi, ma come l’inizio di una nuova geografia politica e culturale per il Polesine di Rovigo.

Conclusione

La pace di Bagnolo del 1484 segnò la fine della Guerra del Sale, ma soprattutto aprì una nuova fase storica per il Polesine di Rovigo. Diviso tra Venezia e Ferrara, il territorio visse due destini paralleli: da un lato l’organizzazione veneziana, efficiente e orientata alla produzione agricola; dall’altro, Adria e le sue terre, tornate sotto gli Estensi, continuarono a custodire un’identità più legata alla tradizione ferrarese.

Questa pace dimostra quanto fosse centrale il Polesine nel Quattrocento, non solo per la sua terra, ma per la sua posizione tra i grandi poteri d’Italia. Un territorio di confine che, ancora oggi, conserva nelle sue pietre, nei suoi argini e nei suoi nomi, le tracce di quella svolta del 1484.

📚 Fonti:

  • Marin Sanudo, Commentarii della guerra di Ferrara, 1482–1484

  • Archivio di Stato di Venezia, Senato Secreta

  • G. P. Marchetti, Storia della Guerra di Ferrara, Ed. Rinascita

  • Treccani.it, voce “Pace di Bagnolo”

  • Dizionario Biografico degli Italiani, voce “Ercole I d’Este”

Marco Fornaro

 

Tags: AdriabagnolodogeEstensiFerraraGuerra del salepolesineroberto sanseverinorovigovenezia
Previous Post

“La caduta della Serenissima. I temporeggiatori della Repubblica” di Angelo Baldan

Next Post

Il Leone alato sul lago e le polemiche di una certa sinistra: orsi e draghi vanno bene, il simbolo veneto no!

Marco Fornaro

Marco Fornaro

Altri Articoli

La Serenissima dona  agli Armeni l’isola di San Lazzaro: è l’8 settembre 1717
OggiNelTempo

La Serenissima dona agli Armeni l’isola di San Lazzaro: è l’8 settembre 1717

by Ettore Beggiato
8 Settembre 2026
Mercato Coperto di Badia Polesine in stile gotico veneziano
OggiNelTempo

Badia Polesine si consegna a Venezia: 1 settembre 1482

by Marco Fornaro
1 Settembre 2026
OggiNelTempo

23 agosto 1797, Perasto in Dalmazia piange il tramonto della Serenissima

by Ettore Beggiato
22 Agosto 2026
Marcantonio Bragadin martire della Fede, perché non è stato beatificato dalla Chiesa?
Mondo Veneto

Marcantonio Bragadin martire della Fede, perché non è stato beatificato dalla Chiesa?

by Ettore Beggiato
17 Agosto 2026
Stati Uniti delle Isole Ionie, il 1 gennaio 1818 la Costituzione: sulla bandiera il Leone di San Marco
OggiNelTempo

11 Agosto 1716 la Serenissima Corfù respinge l’assedio dei Turchi

by Ettore Beggiato
10 Agosto 2026
Next Post
Il Leone alato sul lago e le polemiche di una certa sinistra: orsi e draghi vanno bene, il simbolo veneto no!

Il Leone alato sul lago e le polemiche di una certa sinistra: orsi e draghi vanno bene, il simbolo veneto no!

Comments 1

  1. Pingback: Badia Polesine si consegna a Venezia: 1 settembre 1482

Categorie

  • Da non perdere
  • Emigrazione
  • Fotogallery
  • IndipendenzE
  • IstriaDalmazia
  • Libri
  • Luoghi da scoprire
  • Magna come che ti parli
  • MALITALIA
  • Mondo Veneto
  • OggiNelTempo
  • ParlarVeneto
  • Pianeta Terra
  • Rassegna Stampa
  • Santi del giorno
  • Senza categoria
  • StoriaNostra
  • supertag
  • Video

Serenissima.news è una testata online indipendente, voce della Veneta Repubblica di ieri di oggi e di domani. Si occupa di attualità, storia, cultura delle terre della Serenissima e dei popoli che le abitano.

CATEGORIE

  • Da non perdere
  • Emigrazione
  • Fotogallery
  • IndipendenzE
  • IstriaDalmazia
  • Libri
  • Luoghi da scoprire
  • Magna come che ti parli
  • MALITALIA
  • Mondo Veneto
  • OggiNelTempo
  • ParlarVeneto
  • Pianeta Terra
  • Rassegna Stampa
  • Santi del giorno
  • Senza categoria
  • StoriaNostra
  • supertag
  • Video

© 2020/2026 Serenissima News
Web Agency [NetPlanner]

No Result
View All Result
  • Home
  • Landing Page
  • Buy JNews
  • Support Forum
  • Pre-sale Question
  • Contact Us

© 2020/2026 Serenissima News
Web Agency [NetPlanner]