A Lissa il 20 luglio 1866 gli eredi della Serenissima (veneti, giuliani istriani e dalmati) ossatura della marina asburgica sconfissero clamorosamente la marina tricolore (che brillava per la rivalità tra le tre componenti, sarda, siciliana e napoletana) che tanto baldanzosamente aveva affrontato la battaglia, forte della propria superiorità numerica e bellica.
- In occasione del centosessantesimo anniversario della battaglia di Lissa un autorevole storico dalmata, dopo aver letto il mio libro Lissa, l’ultima vittoria della Serenissima mi scrive per aver ragguagli circa due preziose testimonianze della battaglia.

La prima è legata al monumento della battaglia inaugurato il 20 luglio 1867 – sotto governo austriaco – nel cimitero di Lissa, opera dello scultore triestino Leone Battinelli, rappresentato da un leone morente in marmo coricato sopra un alto basamento ai lati del quale c’erano delle lapidi con i nomi dei Caduti.

Subito dopo la prima guerra mondiale, attorno al 1919, il monumento venne portato all’Accademia Navale di Livorno, dove si trova ancor oggi, assieme alle catene della nave Palestro (come risulta anche dalla copertina di Achille Beltrame nella “Domenica del Corriere” del 8-15 giugno 1919)e alla corona d’argento del Comune di Lissa realizzata in occasione del 40° anniversario della battaglia.
Ebbene la corona d’argento è sparita, com’è sparito anche il dipinto della Madonna con la Battaglia di Lissa che fu asportato dal convento francescano di Lissa nel 1943 e del quale si sono perse le tracce.
C’è qualcuno fra i lettori di Serenissima.news che è in grado di dirmi qualcosa su queste due preziose testimonianze ?
Grazie
Ettore Beggiato





