Nella splendida cornice del Castello di Arquà Polesine si è conclusa con grande successo la XXXIII edizione del Premio Raise, appuntamento dedicato alla tutela e alla valorizzazione della lingua e della cultura veneta, attraverso poesia, prosa e teatro.
Un legame con le nostre radici che supera anche i confini grazie alla sezione “Veneti nel Mondo”.
POESIA
Lucio Favaron – Istriano! Dàlmata! Tu, profugo…
Paolo Fontana – Queo che se tase
Maria Rosaria Fonso – A spasso inte ‘l me dialeto
PROSA
Nerina Poggese – El vajo de la mascara
Roberto Guerra – ‘Na nibia fora stajon
Alfredo Nicoletti – Secondo
TEATRO VENETO
Angioletta Masiero – El processo de Biagio Battiston
Giuliana Bassan – La fortuna d’averaghe sfiga
Antonella Bertoli – Sedesani scapà via
VENETI NEL MONDO
Luiz Agostinho Radaelli (Brasile) – La me vita co i noni
Laura Marchig (Croazia) – Al tempo che la musica svolava
Segnalati dalla giuria: Mario Sileno Klein, Lorella De Bei, Marta Vaccari, Giorgio Sembenini, Donatella Menolli e Carla Povellato.
Il Premio Raise è stato anche incontro tra parola, arte e musica: letture, accompagnamento musicale, le sculture in vetro realizzate artigianalmente dalla Vetreria Tomanin per i vincitori e opere pittoriche originali donate agli autori segnalati.
Un dialogo tra diverse forme d’arte che rende vive e contemporanee le nostre radici.
Complimenti a vincitori e segnalati e grazie a tutti gli autori, alla giuria, agli artisti, ai lettori, ai musicisti, agli organizzatori e ai volontari che hanno reso possibile questa edizione; una menzione particolare va all’infaticabile Luigi Carlesso.
Perché le nostre “raìse”, le nostre radici, continuano a vivere ogni volta che qualcuno sceglie di raccontarle.







