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Palazzo Venezia a Napoli: per quattro secoli Ambasciata della Serenissima

Redazione by Redazione
6 Luglio 2022
in Mondo Veneto
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Palazzo Venezia a Napoli: per quattro secoli Ambasciata della Serenissima

Palazzo Venezia a Napoli, sede diplomatica della Repubblica Veneta. Scorcio dei giardini. Foto di Renato De Paoli

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Anche a Napoli – come a Roma, come a Istanbul – c’è un Palazzo Venezia. Si trova – come quelli di Roma e di Istanbul – nel cuore della città, segno dell’immenso prestigio di cui la Veneta Repubblica godeva. Perché, come quelli di Roma e di Istanbul, anche il Palazzo Venezia di Napoli era, ed è stato per quattro secoli, l’Ambasciata della Serenissima.

Palazzo San Marco di Venezia, in Napoli

Palazzo San Marco di Venezia – questo il nome storico del palazzo, uno dei più importanti di Napoli, come scrisse Benedetto Croce – fu, dal secolo XV fino al 1797, per quasi quattrocento anni, la magnifica Ambasciata della Repubblica Veneta presso il Regno di Napoli: residenza dei consoli generali (che curavano gli nteressi economici dei veneti) e degli “oratori” della Serenissima (cioè gli ambasciatori, coloro che avevano titolo per  “parlare” a nome della Repubblica).

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La donazione del Re alla Serenissima

Fu lo stesso Ladislao II d’Angiò, Re di Napoli, nel 1412, a donare il palazzo alla Serenissima, dopo averlo confiscato ai proprietari, i nobili Sanseverino di Matera, perché ne facesse la sede della sua rappresentanza diplomatica. L’atto di donazione è giunto fino a noi: è rivolto al Doge Michele Steno, e descrive minuziosamente l’egregio immobile che il Regno di Napoli destinava alla Veneta Repubblica.

Palazzo Venezia a Napoli, sede diplomatica della Repubblica Veneta. I giardini. Foto di Renato De Paoli

Nel 1443 il nuovo Re di Napoli, Alfonso d’Aragona, ribadì l’attribuzione del palazzo alla Serenissima, cacciando un erede dei Sanseverino che l’aveva brevemente rioccupato durante la lotta di successione al trono di Napoli.

I restauri pagati dal Senato Veneto

Palazzo Venezia fu, nel corso dei secoli, più volte restaurato ed abbellito per decreto del Senato Veneto, che ne sostenne le spese. Ogni intervento importante di ristrutturazione è ricordato ancor oggi da una lapide murata nel palazzo.

Palazzo Venezia a Napoli, sede diplomatica della Veneta Repubblica. Foto di Renato De Paoli

Così è per i lavori dei quali fu incaricato l’architetto veneto Giuseppe Zono nel 1610, e poi nel 1646 quando il Senato Veneto incaricò l’ambasciatore della Serenissima a Napoli, Pietro Dolce, di curare nuovi abbellimenti. Pietro Dolce si affidò ai famosi architetti Cosimo Fanzago, bergamasco, e Bartolomeo Picchiatti, ferrarese ma napoletano di adozione, che realizzarono lo splendido scalone monumentale.

Il gotha della diplomazia europea passò di lì

Non erano spese inutili: palazzo San Marco di Venezia, chiamato anche Palazzo della Residenza (veneziana), fu per lungo tempo, a Napoli, il più importante palazzo della politica dopo Palazzo Reale. Fu un luogo di incontri ad altissimo livello.

Il gotha della diplomazia europea passò di lì, discuteva nelle solenni e riservate stanze, accordi internazionali furono trattati passeggiando nei giardini, sovrani di mezza Europa banchettarono e firmarono patti di pace e di commercio, sotto le insegne del Leone di San Marco.

Il terremoto e il bellissimo giardino pensile

Danneggiato dal terribile terremoto del 1688, Palazzo Venezia fu ristrutturato da Antonio Maria Vincenti e nel 1732 nuovamente abbellito da Cesare Vignola, veneziano, allora ambasciatore presso il Regno di Napoli.

Vignola, uno dei grandi diplomatici veneti, che aveva prestato servizio presso le maggiori Corti europee, chiese ed ottenne dal Senato Veneto l’incarico di rifare il famoso e bellissimo giardino pensile, una delle perle di Palazzo Venezia, un luogo di pace e di silenzio quasi impensabile nel cuore di Napoli.

Palazzo Venezia a Napoli, sede diplomatica della Veneta Repubblica. Vista dei giardini. Foto di Renato De Paoli

La lapide: “Sede della Repubblica Veneta…”

Dopo la caduta della Repubblica, Palazzo Venezia passò all’Impero d’Austria, e poi a Gaspare Capone, insigne giurista napoletano, che lo comprò per la bella somma di 10.350 ducati d’oro e lo restaurò degnamente, murando anch’egli una lapide che ricorda, oltre al restauro, anche il ruolo prestigiosissimo che il palazzo ebbe ai tempi della Serenissima: “Sede della Repubblica Veneta prima, e poi dell’italico Regno…”

Palazzo Venezia a Napoli, sede diplomatica della Veneta Repubblica. Lapide posta nel 1866. “Sede dei rappresentanti prima della Repubblica Veneta e poi dell’italico Regno….”. Foto di Renato De Paoli

Palazzo Venezia sede di attività culturali

Oggi palazzo Venezia è di proprietà della nobile famiglia dei duchi Tixon di Vidaurres e Maddaloni, nella quale entrò come sposa una discendente di Gaspare Capone. Una parte del Palazzo è liberamente visitabile, grazie a un’associazione culturale animata dalla passione di un imprenditore napoletano, Gennaro Buccino, che ne ha fatto sede di manifestazioni culturali, eventi musicali e mostre.

Nel 2016 in Palazzo Venezia a Napoli ha avuto luogo un incontro tra una delegazione veneta capeggiata dal “doge” Albert Gardin e la “Nazione napolitana indipendente” di Ciro Borrelli.

 

Le foto di Palazzo Venezia in Napoli che illustrano questo servizio sono di Renato De Paoli e sono state gentilmente concesse a Serenissima.news dall’autore, insieme a preziose informazioni utilizzate nell’articolo.

 

 

Tags: ambasciatamichele stenonapolipalazzo veneziaserenissimavenezia
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