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Home Luoghi da scoprire

La Linea dei Pilastri: quando Venezia e Ferrara si contendevano il Delta del Po

🕰 Delta del Po, XVIII secolo

Marco Fornaro by Marco Fornaro
2 Giugno 2026
in Luoghi da scoprire
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Antico pilastro confinario tra Repubblica di Venezia e Stato Pontificio nel Delta del Po
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Nel silenzio delle campagne tra Corbola, Ariano e il Po di Goro sopravvive ancora oggi una testimonianza straordinaria della storia del nostro territorio: l’antica “Linea dei Pilastri”, il confine stabilito fra la Repubblica di Venezia e lo Stato Pontificio nel cuore del Delta del Po.

Una vicenda quasi sconosciuta, ma che per oltre un secolo vide contrapporsi diplomazie, coloni, pescatori, guardie confinare e interessi economici enormi.

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Dopo il celebre Taglio di Porto Viro, realizzato dalla Serenissima nei primi anni del Seicento per deviare le acque del Po verso sud ed evitare l’interramento della laguna veneziana, il Delta iniziò lentamente a trasformarsi.

Le nuove terre create dai depositi alluvionali divennero immediatamente oggetto di interesse strategico ed economico.

La Repubblica di Venezia incoraggiò famiglie nobili veneziane, coloni e imprenditori ad occupare e bonificare quei territori ancora paludosi e vallivi. Ma molte di quelle terre erano rivendicate anche dalla Santa Sede, che considerava l’isola di Ariano e il territorio di Goro parte della Legazione di Ferrara.

Da qui nacque una lunga e complessa questione confinaria.


Il Delta conteso

Nel corso del Seicento e del Settecento la tensione aumentò progressivamente.

Pescatori veneziani e arianesi si scontravano per il controllo delle valli e delle acque da pesca. Vi erano:

  • sequestri di barche;
  • distruzioni di attrezzi;
  • arresti;
  • ritorsioni reciproche.

Le autorità dei due Stati arrivarono persino ad impiegare guardie confinare armate incaricate di presidiare i territori più contesi.

La Serenissima, inoltre, sfruttava ogni occasione per consolidare la propria presenza:

  • installando presidi militari;
  • favorendo l’insediamento di coloni veneti;
  • sostenendo bonifiche e nuove coltivazioni;
  • controllando l’accesso al porto fluviale di Goro.

Un porto strategico, fondamentale per i commerci verso l’entroterra padano.


La diplomazia dei confini

Dopo la guerra di successione austriaca del 1748, in Europa si aprì una nuova fase diplomatica.

Anche Venezia e la Santa Sede decisero di affrontare finalmente la questione confinaria attraverso:

  • trattative ufficiali;
  • mappe tecniche;
  • lavori di delimitazione territoriale;
  • studi di ingegneri e periti.

Il 15 aprile 1749, a Venezia, venne firmato un importante trattato fra i rappresentanti del Doge Pietro Grimani e quelli del pontefice Benedetto XIV Lambertini.

Fu uno dei primi grandi accordi moderni fra Stati italiani volto non a concludere una guerra, ma a prevenirla.


La nascita della Linea dei Pilastri

Per rendere visibile e stabile il nuovo confine si decise di costruire una lunga linea confinaria composta da circa 50 grandi pilastri in pietra e laterizio.

La linea attraversava l’isola di Ariano per oltre 24 chilometri:

  • dalla zona della Brusantina di Corbola;
  • fino alle vicinanze del mare;
  • seguendo il corso del Po di Goro.

I pilastri dovevano rappresentare materialmente il confine fra il Dominio Veneto e quello pontificio.

Venne persino ideata una soluzione innovativa per le future terre che il Po avrebbe continuato a creare: una “linea ambulante”, destinata a seguire automaticamente l’avanzamento naturale della costa e delle nuove alluvioni.

Una concezione estremamente moderna per l’epoca.


Il simbolo sopravvissuto

Oggi quasi tutti quei pilastri sono scomparsi.

Ma uno è sopravvissuto nel territorio di Torre di Rivà, diventando una preziosa testimonianza storica del passato confinario del Delta.

Quel manufatto non rappresenta soltanto una divisione territoriale.

Rappresenta:

  • la diplomazia della Serenissima;
  • il controllo delle acque;
  • la lotta per la sopravvivenza economica del Delta;
  • la grande opera di trasformazione del territorio polesano.

Una storia che dimostra ancora una volta quanto il Delta del Po fosse un territorio strategico nel Mediterraneo veneziano.

E quanto il Polesine fosse tutt’altro che periferia.

📖 Fonte:

  • Aldo Tumiatti, “La questione dei confini fra Venezia e Ferrara nell’isola di Ariano e la Linea dei Pilastri (1735-1751)”
Tags: arianodelta del poilpolesinemilpolesinemarcianoParco del Delta del Popilastripolesineserenissima
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