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Federazione Europea, parliamone

Giacomo Mirto by Giacomo Mirto
4 Marzo 2025
in IndipendenzE, Mondo Veneto, Pianeta Terra
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Federazione Europea, parliamone
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L’attuale contesto geopolitico globale porta a fare delle riflessioni sul futuro dell’Europa e quindi nostro.

Negli ultimi anni, a varie ondate, si è assistito alla discussione da una parte sul senso della secessione di alcuni territori europei (basta citare la Scozia, Catalogna, Paesi Baschi, Veneto ecc), dall’altro sul futuro di un’Europa “politica” molto più integrata e realmente unita.

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Se il sentire politico comune bolla come “ridicoli” coloro che auspicano la nascita di nuovi “piccoli Stati” all’interno del contesto europeo, altrettanto “ridicoli” ritengo essere allora coloro che difendono a spada tratta i “grandi Stati” totalmente inefficienti e incapaci da soli di competere nel panorama globale.

Quale senso hanno Paesi quali l’Italia, la Spagna o il Regno Unito, che amministrano decine di milioni di persone e territori tra loro diversissimi per cultura, economia e mentalità nel contesto attuale globale? Può una “grande” Italia competere con la Cina, l’India o gli USA? Assolutamente no.

Vien da pensare che l’unica ragione per cui questi Stati ancora esistono, più che una reale funzione pubblica quale le amministrazioni statali dovrebbero avere, è la retorica “sentimentale” inversa che viene imputata a coloro che vorrebbero dividerli; “Con tutta la gente morta per fare l’Italia, voi la volete dividere” utilizzando, opinabili, motivazioni storico-emotive per non mettere in discussione strutture burocratiche totalmente inutili.

Lasciando da parte queste ragioni d’essere, sono gli indicatori reali del benessere sociale a parlare: gli Stati piccoli tra i 5 e i 10 milioni di abitanti nel contesto europeo, permettono ai propri cittadini di vivere meglio rispetto agli Stati più grandi. Parliamo di sanità più efficiente, tasse più basse, stipendi più alti, scuola più performante ecc. E il motivo è semplicissimo: più uno Stato amministra un territorio omogeneo, vissuto da persone simili con leggi adatte al contesto in cui opera e più questo funziona meglio.

Assodato ciò, nessuno può altresì dire che una Danimarca, Svezia o Svizzera siano in grado oggi di competere da sole a livello globale. I propri cittadini vivono sicuramente meglio rispetto agli italiani o ai francesi, ma purtroppo non basta. Ci sono questioni che affrontare divisi, non è solo impossibile ma è anche controproducente farlo.

Ed ecco presentarsi l’esigenza di dare ad un continente con un background comune come quello europeo, una struttura politica che permetta di far coesistere territori diversissimi ma accumunati da un interesse politico e sociale simile.

Per farlo è necessario superare le Costituzioni vigenti, superare gli Stati che peggio funzionano come Italia, Spagna, Francia o Belgio dotando i singoli territori di un autogoverno reale e completo per poi delegare ad una “struttura comune europea“, ambiti d’intervento quali la sicurezza dei confini, l’export e la politica estera.

Una federazione di Stati “liberi”, che diano reali risposte ai cittadini, divisi per cultura e territorio ma uniti sulle sfide globali. Si riuscirebbe così a far esprimere al meglio i talenti locali, condividendone i frutti per un progresso comune.

Ognuno avrebbe infatti una propria fiscalità indipendente dal Paese vicino, la possibilità di mantenere la propria cultura e lingua, il diritto di dare la precedenza sempre a chi quello Stato lo abita da più tempo e allo stesso tempo non chiudendo le porte agli altri cittadini europei. Nessun confine fisico interno, con massima libertà di movimento consapevoli però, che le norme che governeranno un Veneto indipendente non saranno quelle in uso per esempio in Sicilia.

In sostanza ciò che ha fatto grande la “piccola” Svizzera dove vi sono leggi, tasse e lingue diverse in ogni Cantone che la compongono, senza che questo impedisca la crescita del benessere locale e delegando allo Stato centrale solo interessi realmente collettivi.

Una federazione europea unita nella diversità, che torni ad essere faro di cultura e civiltà e con una voce forte e autorevole nel mondo.

Giacomo Mirto

Tags: europafederalismoindipendenza
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